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Dicembre 1907, a Monongah , cittadina mineraria del West Virginia
, sta per consumarsi una delle più gravi tragedie della storia
americana. Alle 10 e 30 del mattino, minuto più minuto meno,
una violenta esplosione fa crollare le vene 6 e 8 della miniera più
importante della contea. Un vero e proprio terremoto che scuote la
terra per oltre 13 kilometri , spazza via case e strade, persone e
animali. Sradica addirittura le rotaie della locale stazione ferroviaria.
Laggiù nelle viscere della terra, 478 minatori uomini e ragazzi
, il viso annerito dal carbone, gli abiti dismessi, sono investiti
in pieno dallo scoppio.
Un misto di polvere di carbone, e gas metano che trasforma in pochi
secondi i due tunnel in una camera ardente. Muoiono in 361. Sono americani
(85), polacchi e russi (103), ma sono sopratutto italiani. Centosettantuno.
Una cifra spaventosa, che potrebbe addirittura salire fino a 500 italiani
morti. Una corrispondenza da Washington del 9 marzo del 1908 (cioè
dopo il completamento delle inchieste sulla tragedia del 6 dicembre
1907) sostiene che "il bilancio dello scoppio della miniera di
Monongah avrebbe raggiunto un totale di 956 vittime, la maggioranza
delle quali era italiana... " Nella miniera Bois de Crazier ,
a Marcinelle morirono in 262 , quell'8 agosto del 1956 , 136 dei quali
italiani.
Monongah con i suoi morti rappresenta oggi l'icona del sacrificio
dei nostri lavoratori costretti ad emigrare per poter sopravvivere.
Il merito di aver riportato alla luce questa triste pagina di storia
italiana è del settimanale La Gente d'Italia. La determinazione
del suo direttore
Mimmo Porpiglia ha consentito agli italiani di conoscere la verità
sullo scoppio di Monongah. Il direttore Porpiglia poi ha riunito i
sindaci di tutti i paesi dai quali provenivano i minatori. Insieme
sono partiti per Monongah e hanno commemorato per la prima volta gli
italiani morti. La delegazione di sindaci insieme con il direttore
Porpiglia e membri della redazione del giornale sono stati ricevuti
dal Presidente della Repubblica Ciampi. |
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