Monongah West Virginia

 
6 Dicembre 1907
scoppio in miniera
361 morti, 171 italiani
 
 
 

La Storia

   
Sei Dicembre 1907, a Monongah , cittadina mineraria del West Virginia , sta per consumarsi una delle più gravi tragedie della storia americana. Alle 10 e 30 del mattino, minuto più minuto meno, una violenta esplosione fa crollare le vene 6 e 8 della miniera più importante della contea. Un vero e proprio terremoto che scuote la terra per oltre 13 kilometri , spazza via case e strade, persone e animali. Sradica addirittura le rotaie della locale stazione ferroviaria. Laggiù nelle viscere della terra, 478 minatori uomini e ragazzi , il viso annerito dal carbone, gli abiti dismessi, sono investiti in pieno dallo scoppio.
Un misto di polvere di carbone, e gas metano che trasforma in pochi secondi i due tunnel in una camera ardente. Muoiono in 361. Sono americani (85), polacchi e russi (103), ma sono sopratutto italiani. Centosettantuno. Una cifra spaventosa, che potrebbe addirittura salire fino a 500 italiani morti. Una corrispondenza da Washington del 9 marzo del 1908 (cioè dopo il completamento delle inchieste sulla tragedia del 6 dicembre 1907) sostiene che "il bilancio dello scoppio della miniera di Monongah avrebbe raggiunto un totale di 956 vittime, la maggioranza delle quali era italiana... " Nella miniera Bois de Crazier , a Marcinelle morirono in 262 , quell'8 agosto del 1956 , 136 dei quali italiani.
Monongah con i suoi morti rappresenta oggi l'icona del sacrificio dei nostri lavoratori costretti ad emigrare per poter sopravvivere. Il merito di aver riportato alla luce questa triste pagina di storia italiana è del settimanale La Gente d'Italia. La determinazione del suo direttore
Mimmo Porpiglia ha consentito agli italiani di conoscere la verità sullo scoppio di Monongah. Il direttore Porpiglia poi ha riunito i sindaci di tutti i paesi dai quali provenivano i minatori. Insieme sono partiti per Monongah e hanno commemorato per la prima volta gli italiani morti. La delegazione di sindaci insieme con il direttore Porpiglia e membri della redazione del giornale sono stati ricevuti dal Presidente della Repubblica Ciampi.